Finalmente fermato il ladro seriale

Furti sulle auto in sosta : la realtà bussa alla porta di chi fingeva di non vedere

Accogliamo con favore la notizia dell’aggravamento della misura cautelare nei confronti del ladro seriale che per mesi ha colpito le auto in sosta a Cesena, creando un clima di forte disagio e insicurezza tra i cittadini. È un primo risultato concreto che va riconosciuto al grande lavoro dell’Arma dei Carabinieri, ma anche e soprattutto alla collaborazione attiva dei cittadini, che hanno continuato a denunciare nonostante lo scetticismo iniziale di chi avrebbe dovuto ascoltare prima.

È importante ribadirlo con chiarezza: la denuncia è lo strumento principale che ogni cittadino ha a disposizione. Senza denunce non ci sono dati, senza dati non ci sono strumenti operativi, e senza strumenti nemmeno le forze dell’ordine possono intervenire in modo efficace. La sinergia tra cittadini e forze dell’ordine è l’unica strada possibile per affrontare seriamente i problemi di sicurezza urbana.

Non possiamo però dimenticare quanto accaduto nei mesi scorsi, quando il nostro gruppo consiliare di Cesena Siamo Noi presentò un’interrogazione proprio su questo susseguirsi di furti. In quell’occasione si arrivò a scontri politici anche molto duri, con l’Assessore, il Sindaco ed esponenti delle maggioranza che sembravano cadere dalle nuvole di fronte a una situazione che per molti cittadini era già evidente e ampiamente segnalata. Oggi i fatti dimostrano che quel problema esisteva, era reale e stava creando scompiglio in città. Non si trattava di allarmismo, ma di una lettura puntuale della realtà.

Questo primo risultato non è un punto di arrivo, perché sicuramente non sarà l’unico responsabile dei tanti furti in città e non risolve da solo il tema della sicurezza a Cesena, ma rappresenta un segnale importante. Dimostra che quando si lavora insieme, quando i cittadini vengono stimolati a fare la loro parte e quando le forze dell’ordine vengono messe nelle condizioni di operare, i risultati arrivano. Dimostra anche che minimizzare o negare i problemi non aiuta nessuno.

Rinnoviamo quindi il nostro ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro serio e costante che svolgono sul territorio e l’invito ai cittadini a continuare a denunciare e a collaborare. All’Amministrazione chiediamo invece meno stupore a posteriori e più ascolto quando i problemi vengono sollevati per tempo.

La sicurezza non è propaganda né terreno di scontro ideologico: è una responsabilità concreta verso la città e verso chi la vive ogni giorno

Consiglio comunale: rigenerazione urbana, cultura e responsabilità istituzionale

Venerdì 30 Gennaio 2026

Consiglio comunale: rigenerazione urbana, cultura e responsabilità istituzionale

Il Consiglio comunale di ieri ha affrontato diversi temi di rilievo, prevalentemente attraverso mozioni proposte dai gruppi consiliari.

Come gruppo abbiamo valutato i contenuti nel merito, senza approcci ideologici o pregiudiziali.

In particolare, sulla programmazione legata alla street art abbiamo ribadito una posizione chiara: non può essere confusa con la rigenerazione urbana.
La rigenerazione urbana ha un significato preciso, strutturato e complesso, che come gruppo stimoliamo da anni. In questo quadro, la street art può rappresentare – se ben inserita – una parte finale di un progetto più ampio, utile a favorire socialità e identità, ma non può esserne il fondamento.

Diversamente da quanto sostenuto da alcuni, riteniamo che questi temi non appartengano a una logica di destra o sinistra, ma al buon senso e alla capacità di dare carattere e visione alla città, in un contesto in cui il dibattito pubblico viene sempre più compresso anziché valorizzato.

Di particolare interesse la mozione sul finanziamento alla cultura, con un impegno annunciato di 250.000 euro annui. Un investimento importante, che tuttavia avremmo voluto valutare in modo più puntuale comprendendone meglio la composizione e la destinazione.
Da sempre sosteniamo la necessità di alzare il livello della proposta culturale e di mantenerla coerente con l’obiettivo di Cesena Capitale  della cultura, un percorso che riteniamo debba proseguire con determinazione, indipendentemente dall’esito delle candidature.

In questi giorni, leggendo la stampa, emerge un clima di scetticismo sulle possibilità di successo, spesso legato a contrapposizioni politiche.
Su questo punto vogliamo essere chiari: la responsabilità dei ruoli istituzionali, a partire da quella del sindaco, è rappresentare tutti e dimostrare una grande capacità relazionale. Fare politica di alto livello significa saper dialogare anche con chi ha posizioni diverse, comprese le forze di governo nazionale.
Parlare solo con chi appartiene al proprio campo politico non è sufficiente.

A Cesena, purtroppo, questa capacità appare sempre più carente e il rischio è che divisioni sterili facciano sfumare opportunità importanti, a danno di tutti i cittadini.

Rimaniamo comunque fiduciosi, in attesa di poter visionare il dossier della candidatura, che Cesena e Forlì possano raggiungere l’obiettivo e che si continui a investire seriamente in cultura. Esperienze come il Festival Agorà e il Festival Malatestiano della Libertà sono un passo positivo, ma la cultura non può essere episodica: deve essere continuativa, condivisa e strutturata.

Ribadiamo con forza che la cultura non può e non deve essere sostenuta solo dal pubblico.

La qualità culturale nasce dal coinvolgimento attivo dell’intera città, delle imprese, delle associazioni di categoria e dei sindacati.

Cesena ha sempre risposto presente quando i progetti sono condivisi, inclusivi, continuativi e di alto profilo, capaci di unire e non di dividere.

Perché questo accada servono grande capacità relazionale, visione e reale condivisione: senza questi elementi la cultura rischia di diventare un’etichetta o uno strumento di parte.

La cultura funziona solo quando rappresenta l’intera comunità, non una sola visione – tantomeno una sola appartenenza politica.

Infine, sulla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, ci siamo espressi con un voto contrario. Riteniamo la proposta profondamente divisiva e crediamo che, soprattutto in un contesto nazionale e internazionale così delicato, la politica debba esercitare una funzione di mediazione sociale, evitando scelte che rischiano di accentuare fratture. La responsabilità istituzionale impone prudenza, equilibrio e senso del momento storico.

Conferenza “Il Suolo” Paolo Pileri

Conferenza IL SUOLO Paolo Pileri Cesena 22 Gennaio 2026

Il suolo è un ecosistema di straordinaria bellezza

Il suolo, ecosistema vitale e generoso, è minacciato da cementificazione, agricoltura intensiva e urbanizzazione.

Paolo Pileri ne esplora la ricchezza ecologica e i pericoli, invitando a difenderlo e a interrogare chi lo consuma.

“Immagina uno strato sottilissimo di terra, pieno zeppo di vita, il più denso del pianeta. Il suolo è un ecosistema di una bellezza incredibile, unico nel suo genere. È anche il più generoso, perché permette a tutto quello che sta sopra di esistere.

Eppure, a volte, lo trattiamo male, lo avveleniamo, lo distruggiamo.

Nascosto sotto una coltre di cemento, spesso non ce ne accorgiamo.

Per fermare questo consumo insensato, dobbiamo riscoprire al più presto la meraviglia che si nasconde sotto i nostri piedi.

A Cesena il 21 Gennaio 2026 ore 20:30

Via Serraglio 18 presso Centro Servizio Volontariato Romagna (Volontaromagna)

Conferenza IL SUOLO Paolo Pileri Cesena 21 Gennaio 2026
Conferenza IL SUOLO Paolo Pileri Cesena 21 Gennaio 2026

Paolo Pileri ci racconta la ricchezza ecologica del suolo, la sua incredibile generosità e tutti i benefici che ci offre.

Ci spiega anche chi, purtroppo, fa del male a questo prezioso tesoro: la logistica, l’agricoltura intensiva, le cave, le guerre, gli incentivi edilizi, i piani urbanistici e tanto altro ancora.

Ci aiuta a capire cos’è il suolo, come possiamo difenderlo e come porre le domande giuste a chi – tecnici, amministratori, urbanisti – spesso lo consuma, a volte anche fingendo di essere sostenibile.

Paolo Pileri

 

 

 

 

 

 

Paolo Pileri, professore di Pianificazione eprogettazione urbanistica al Politecnico di Milano, firma di Altreconomia, e autore di numerosi libri sul consumo di suolo tra cui “L’intelligenza del suolo”.