Consiglio comunale: rigenerazione urbana, cultura e responsabilità istituzionale

Venerdì 30 Gennaio 2026

Consiglio comunale: rigenerazione urbana, cultura e responsabilità istituzionale

Il Consiglio comunale di ieri ha affrontato diversi temi di rilievo, prevalentemente attraverso mozioni proposte dai gruppi consiliari.

Come gruppo abbiamo valutato i contenuti nel merito, senza approcci ideologici o pregiudiziali.

In particolare, sulla programmazione legata alla street art abbiamo ribadito una posizione chiara: non può essere confusa con la rigenerazione urbana.
La rigenerazione urbana ha un significato preciso, strutturato e complesso, che come gruppo stimoliamo da anni. In questo quadro, la street art può rappresentare – se ben inserita – una parte finale di un progetto più ampio, utile a favorire socialità e identità, ma non può esserne il fondamento.

Diversamente da quanto sostenuto da alcuni, riteniamo che questi temi non appartengano a una logica di destra o sinistra, ma al buon senso e alla capacità di dare carattere e visione alla città, in un contesto in cui il dibattito pubblico viene sempre più compresso anziché valorizzato.

Di particolare interesse la mozione sul finanziamento alla cultura, con un impegno annunciato di 250.000 euro annui. Un investimento importante, che tuttavia avremmo voluto valutare in modo più puntuale comprendendone meglio la composizione e la destinazione.
Da sempre sosteniamo la necessità di alzare il livello della proposta culturale e di mantenerla coerente con l’obiettivo di Cesena Capitale  della cultura, un percorso che riteniamo debba proseguire con determinazione, indipendentemente dall’esito delle candidature.

In questi giorni, leggendo la stampa, emerge un clima di scetticismo sulle possibilità di successo, spesso legato a contrapposizioni politiche.
Su questo punto vogliamo essere chiari: la responsabilità dei ruoli istituzionali, a partire da quella del sindaco, è rappresentare tutti e dimostrare una grande capacità relazionale. Fare politica di alto livello significa saper dialogare anche con chi ha posizioni diverse, comprese le forze di governo nazionale.
Parlare solo con chi appartiene al proprio campo politico non è sufficiente.

A Cesena, purtroppo, questa capacità appare sempre più carente e il rischio è che divisioni sterili facciano sfumare opportunità importanti, a danno di tutti i cittadini.

Rimaniamo comunque fiduciosi, in attesa di poter visionare il dossier della candidatura, che Cesena e Forlì possano raggiungere l’obiettivo e che si continui a investire seriamente in cultura. Esperienze come il Festival Agorà e il Festival Malatestiano della Libertà sono un passo positivo, ma la cultura non può essere episodica: deve essere continuativa, condivisa e strutturata.

Ribadiamo con forza che la cultura non può e non deve essere sostenuta solo dal pubblico.

La qualità culturale nasce dal coinvolgimento attivo dell’intera città, delle imprese, delle associazioni di categoria e dei sindacati.

Cesena ha sempre risposto presente quando i progetti sono condivisi, inclusivi, continuativi e di alto profilo, capaci di unire e non di dividere.

Perché questo accada servono grande capacità relazionale, visione e reale condivisione: senza questi elementi la cultura rischia di diventare un’etichetta o uno strumento di parte.

La cultura funziona solo quando rappresenta l’intera comunità, non una sola visione – tantomeno una sola appartenenza politica.

Infine, sulla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, ci siamo espressi con un voto contrario. Riteniamo la proposta profondamente divisiva e crediamo che, soprattutto in un contesto nazionale e internazionale così delicato, la politica debba esercitare una funzione di mediazione sociale, evitando scelte che rischiano di accentuare fratture. La responsabilità istituzionale impone prudenza, equilibrio e senso del momento storico.

Scuole, spazio pubblico ed emergenze

Giardini pubblici Cesena Serravalle


Scuole, spazio pubblico ed emergenze: il PD rifiuta la pianificazione e ignora il valore del territorio


Giovedì 12 giugno 2025 si è svolto un Consiglio comunale importante per il futuro della nostra città. In aula si è discusso di scuole, aree verdi, emergenze. Temi fondamentali che richiederebbero una visione chiara, un approccio pianificato e il coraggio di valorizzare le risorse che Cesena già possiede. E invece, ancora una volta, abbiamo assistito a una maggioranza che preferisce navigare a vista.

Come gruppo consiliare Cesena Siamo Noi, abbiamo contribuito attivamente al miglioramento della mozione del Partito Democratico sulla manutenzione dei plessi scolastici. Il nostro emendamento, approvato dal Consiglio, ha introdotto l’obbligo per l’Amministrazione di rendere pubblica una mappatura dettagliata dello stato degli edifici scolastici sul fronte sismico, energetico, acustico e dell’accessibilità.

È un passo avanti, ma anche la conferma di un vuoto grave: quella mappatura oggi non esiste.

Lo abbiamo denunciato già di recente, dopo aver presentato  un’interrogazione specifica al vicesindaco Castorri. La risposta ricevuta è stata deludente e incompleta. Senza una fotografia aggiornata degli edifici, parlare di pianificazione è poco più che retorica.

Il Partito Democratico propone 500.000 euro all’anno per gli interventi: cifra utile, ma scollegata da qualsiasi analisi tecnica. Su circa 70 edifici scolastici, sembra più un numero “a effetto” piuttosto che parte di un reale piano pluriennale.

Cesena Siamo Noi già nel 2019 proponeva una riqualificazione strutturale l’anno, su basi concrete. Oggi come allora, serve una programmazione vera, non annunci generici.

Ma la parte più grave riguarda la gestione delle emergenze. Durante la stessa seduta del 12 giugno, la maggioranza ha respinto la nostra mozione che proponeva un modello civico integrato, ispirato alla convenzione neve, per costruire una rete permanente di artigiani, associazioni, sindacati e cittadini pronti a intervenire in caso di alluvioni, frane, blackout o terremoti.

Una proposta concreta, nata dall’esperienza dell’alluvione del 2023, durante la quale centinaia di artigiani, elettricisti, escavatoristi, sindacalisti e volontari hanno sostenuto Cesena più dello stesso Comune.

E qual è stata invece la scelta dell’Amministrazione?
Utilizzare 300.000 euro di donazioni post-alluvione per creare un “Ufficio Alluvione”, centralizzato e lontano dai bisogni reali della comunità.

Un ufficio che ha finito per generare anche disagi ai cittadini: 157 famiglie cesenati si sono viste recapitare un messo comunale per la restituzione dei primi contributi (CIS) ritenuti non ammissibili. Forse serviva maggiore preparazione, più supporto e meno burocrazia, considerando che i cittadini colpiti non potevano conoscere nel dettaglio una normativa tanto complessa.

Nessun riconoscimento ufficiale a chi ha aiutato. Nessuna struttura territoriale creata.

Siamo ancora in attesa che l’Unione dei Comuni presenti la nuova piattaforma CRM annunciata nei mesi scorsi. Nel frattempo, il Partito Democratico ha scelto di non strutturare ciò che ha funzionato, ignorando una lezione che doveva invece diventare patrimonio collettivo.

E cosa ancora più preoccupante: non sembra interessato a riconoscere il valore delle professionalità e delle competenze diffuse sul territorio.

Per noi, invece, artigiani, sindacati, associazioni e volontari sono un patrimonio civico da tutelare, non un costo da ridurre o una parentesi da dimenticare. Vanno coinvolti, riconosciuti, messi in rete. Proprio come abbiamo proposto con la nostra mozione.

Anche sulla proposta di Cesena 2024 relativa ai chioschi nei parchi pubblici abbiamo espresso la nostra posizione con coerenza.

Pur essendo favorevoli allo sviluppo di luoghi di socialità diffusa, crediamo che la politica abbia un dovere chiaro: garantire il bene pubblico. Quando gli interessi privati prevaricano sull’interesse collettivo, è compito dei consiglieri intervenire.

E ci sono esempi concreti che ci lasciano perplessi: pensiamo ai Giardini Savelli, dove il privato ha finito per occupare e dominare spazi che dovevano restare accessibili a tutti.

Realizzare un chiosco non è un atto neutro. Significa consumo di suolo, collegamenti, sottoservizi, impatti ambientali. Si parla di strutture “leggere”, ma cosa significa davvero leggero? Basta inserire un prefabbricato e tutto è risolto? Ovviamente no.

Ancora una volta, in Consiglio sembriamo l’unica forza politica a porre la questione ambientale in modo serio. E se vogliamo davvero parlare di interesse pubblico, allora questi chioschi non possono essere meri punti ristoro, ma devono prevedere eventi culturali, attività ricreative, accessibilità universale, con attenzione specifica anche al mondo della disabilità.

La politica si giudica dai fatti, non dalle intenzioni.

Cesena Siamo Noi continuerà a portare avanti una visione chiara:

• Trasparenza nella gestione del patrimonio scolastico;

• Tutela del suolo pubblico e degli spazi verdi;

• Strutturazione civica per affrontare le emergenze con competenza e tempestività.

Non ci rassegniamo a un’amministrazione che rifiuta la pianificazione e disconosce il valore della propria comunità.

Gruppo Consiliare Cesena Siamo Noi

www.cesenasiamonoi.it

 

COME SI VOTA – FAC SIMILE SCHEDA AMMINISTRATIVE 2024

Istruzioni per votare correttamente

1. Sulla scheda barrare il simbolo Cesena Siamo Noi con una X. In questo modo il voto va alla lista e al Candidato Sindaco Marco Giangrandi.

2. Scrivere il cognome del candidato/a per cui si vuole esprimere la preferenza.

3. Potete scrivere 2 cognomi purchè rispettata la parità di genere (1 uomo, 1 donna).

Buon voto!